L’obiettivo principale del progetto di costruzione è incentrato sulla riattivazione dell’antico mulino, da anni abbandonato e oggi in stato diroccato. A questo scopo il programma generale degli interventi proposti si basa sulla prioritaria ricostruzione degli elementi strutturali non più presenti dell’edificio e del suo originario impianto di macinazione.
Nella prima fase il funzionamento del macchinario sarà affidato ad un motore elettrico installato nell’edificio e collegato all’albero di trasmissione principale che muove la macina superiore recuperata dal preesistente impianto. Il motore sarà comunque utilizzato anche in futuro, quando all’esterno dell’opificio sarà ricollocata una ruota idraulica verticale, quale suo generatore complementare e alternativo nei periodi di siccità e di carenza d’acqua.
La seconda tappa d’interventi avrà quindi in cantiere la ricostruzione del canale di adduzione per l’acqua necessaria, del quale sono state rinvenute sul terreno diverse tracce del suo tracciato. Mancano invece, allo stato attuale delle ricerche, informazioni attendibili sulle originarie opere di derivazione che sono state cancellate dai successivi interventi di imbrigliamento e di messa in sicurezza del riale di Corzoneso.
Come fase di ultimazione del progetto l’Associazione intende ristrutturare l’esistente lavatoio di proprietà comunale, in particolare con la sostituzione del tetto e delle vasche in cemento.
I lavori includeranno anche interventi puntuali di sistemazione esterna, con manutenzione e sistemazione degli esistenti muri a secco e del sentiero.

1. Mulino

  • Ricostruzione e completamento della muratura perimetrale in sasso. Rinforzo interno del piano di posa per la carpenteria e le piode di gronda del tetto. L’altezza massima dell’edificio rispetta le indicazioni di rilievo desunte dalla documentazione del Catasto 1895 e dalla fotografia di Roberto Donetta. Tutte le aperture riflettono le dimensioni di quelle preesistenti.
  • Posa di nuovo tetto con copertura in piode della regione. La nuova carpenteria in larice sarà eseguita secondo modello tradizionale e lasciata in vista. L’eventuale canale di gronda sarà collegato con il canale del mulino.
  • Rifacimento porta e serramenti in legno naturale, vetratura semplice.
  • Sistemazione esistente pavimento in sasso.
  • Allacciamento elettrico per illuminazione interna e motore.

2. Macchinario

  • Ricostruzione (o eventuale recupero) dei montanti in sasso per il sostegno del castello.
  • Posa di nuovo castello in legname di rovere, con impalcatura atta a ricevere le 2 macine in pietra ritrovate all’interno del mulino.
  • Posa di nuovo albero di trasmissione verticale in ferro, provvisto di nottola e collegamento con il motore.
  • Scanalatura e lavorazione delle macine.
  • Posa di cassa e tramoggia con tafferia.
    Il successivo adattamento dell’impianto per il funzionamento con acqua richiederà i seguenti completamenti:
  • Posa di ruota motrice esterna a cassette (diametro cm 240, larghezza cm 45).
  • Posa di doccione regolabile dall’interno dell’edificio.
  • Posa di albero di trasmissione principale (orizzontale) con relativi appoggi.
  • Posa di lubecchio e di rocchetto che trasmettono il movimento all’albero verticale.

3. Canale di adduzione (roggia)

In base ai primi rilievi eseguiti, che tengono conto dell’esistente configurazione morfologica del contesto territoriale, è stata definita una proposta di tracciamento per il nuovo canale e per l’ubicazione dell’opera per deviare l’acqua del riale.
Il canale ha una lunghezza complessiva di ca. 100 metri, dei quali i primi 45 saranno interrati con posa di tubo in PVC del diametro di cm 30 e avente pendenza media di ca. il 5%.
Poco oltre il confine con il mappale n. 1470 il canale sarà a cielo aperto che proseguirà fino al doccione posto sulla ruota del mulino. A valle dell’edificio verrà sistemato il tratto finale che consentirà di restituire l’acqua prelevata al riale.
Il canale a cielo aperto, scavato nel terreno, sarà realizzato con sassi posati su stuoia impermeabile e avrà sezione indicativa di ca. 50 cm.
Lungo il suo percorso raccoglierà le acque di una piccola sorgente ubicata vicino al lavatoio, oltre quelle della fontana/abbeveratoio e del lavatoio. Le previste attività di
animazione e didattiche al lavatoio non prevedono l’uso di sapone, pertanto il progetto non include la realizzazione di un impianto di fitodepurazione o di un allacciamento alla rete di canalizzazione.
L’acqua utilizzata per l’occasionale attività del mulino viene restituita al riale tramite l’esistente canale ubicato a valle dell’edificio, che richiederà solo limitati interventi di risanamento e di pulizia che non comportano modifiche al suo alveo e alle preesistenti sponde.

4. Lavatoio

Per l’esistente lavatoio il progetto prevede il rifacimento del tetto a falda unica, con modifica della pendenza in modo da adeguarla alle caratteristiche del nucleo e con la sostituzione del materiale di copertura con piode. Il nuovo tetto sarà sorretto da carpenteria in larice che poggerà su pilastri opportunamente rinforzati. Al posto delle vasche in cemento si intende proporre un manufatto unitario con sponde e pavimento realizzati in granito.

 

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